Jumièges

Ci sve­glia­mo in una lim­pi­da gior­na­ta di sole nell’area cam­per di Jumiè­ges, poco distan­ti dall’abbazia. Men­tre fac­cia­mo cola­zio­ne notia­mo che, da un capan­no di legno poco oltre lo stec­ca­to vici­no a cui ci tro­via­mo, esce una mol­ti­tu­di­ne di baby capret­te che comin­cia ad aggi­rar­si per il pra­to esplo­ran­do­lo. Incu­rio­si­ti, ci avvi­ci­nia­mo alla recin­zio­ne e scat­tia­mo qual­che foto: un gio­va­ne ragaz­zo esce dal capan­no e ci fa un cen­no. Ini­zial­men­te, memo­ri

Mont Saint-Michel

Dopo aver fat­to cola­zio­ne con pan au cho­co­lat, par­tia­mo alla vol­ta di Mont Saint-Michel, la cui sago­ma si sta­glia a nord dell’area cam­per dove abbia­mo tra­scor­so la not­te. Arri­va­ti in zona, tut­te le stra­de con­flui­sco­no ver­so un gran­de par­cheg­gio dal qua­le è pos­si­bi­le pro­se­gui­re a pie­di oppu­re median­te un bus-nave­t­­ta gra­tui­to che copre i 2 km di distan­za da per­cor­re­re per arri­va­re all’isola. Negli ulti­mi anni Mont Saint-Michel è sta­to sog­get­to a

Normandia

Era­no alme­no tre anni che fan­ta­sti­ca­va­mo sul­la Nor­man­dia come pos­si­bi­le meta di viag­gio. Le infor­ma­zio­ni rac­col­te rela­ti­va­men­te al suo cli­ma, fre­quen­te­men­te uggio­so, ci por­ta­no a sce­glie­re la pri­ma­ve­ra avan­za­ta come momen­to dell’anno in cui pro­va­re ad avven­tu­rar­ci fra la Côte d’Albâtre e le Mont Saint-Michel. Anco­ra una vol­ta, dal momen­to che Ste­fa­no lavo­ra e risie­de a L’Aia, deci­dia­mo di orga­niz­za­re il bre­ve viag­gio (cin­que gior­ni scar­si) in fur­go­ne, par­ten­do dall’Olanda.