Verso l’Oppland via Oslo

Ci sve­glia­mo intor­no alle 7 nel­l’area di sosta indi­vi­dua­ta la sera pri­ma a Treun­gen, sul­le spon­de del lago Nis­ser, nel­la con­tea di Tele­mark. Poco per vol­ta esce il sole, a que­st’o­ra già alto ma coper­to da qual­che nuvo­la. Dal momen­to che la tem­pe­ra­tu­ra è pia­ce­vo­le, apria­mo il tavo­li­no pie­ghe­vo­le e alle­stia­mo la cola­zio­ne all’e­ster­no, men­tre nei cam­per accan­to a noi anco­ra si dor­me. Jet­te­gry­te­ne Par­tia­mo per Jet­te­gry­te­ne, una serie di

Jumièges

Ci sve­glia­mo in una lim­pi­da gior­na­ta di sole nel­l’area cam­per di Jumiè­ges, poco distan­ti dal­l’ab­ba­zia. Men­tre fac­cia­mo cola­zio­ne notia­mo che, da un capan­no di legno poco oltre lo stec­ca­to vici­no a cui ci tro­via­mo, esce una mol­ti­tu­di­ne di baby capret­te che comin­cia ad aggi­rar­si per il pra­to esplo­ran­do­lo. Incu­rio­si­ti, ci avvi­ci­nia­mo alla recin­zio­ne e scat­tia­mo qual­che foto: un gio­va­ne ragaz­zo esce dal capan­no e ci fa un cen­no. Ini­zial­men­te, memo­ri

Mont Saint-Michel

Dopo aver fat­to cola­zio­ne con pan au cho­co­lat, par­tia­mo alla vol­ta di Mont Saint-Michel, la cui sago­ma si sta­glia a nord del­l’area cam­per dove abbia­mo tra­scor­so la not­te. Arri­va­ti in zona, tut­te le stra­de con­flui­sco­no ver­so un gran­de par­cheg­gio dal qua­le è pos­si­bi­le pro­se­gui­re a pie­di oppu­re median­te un bus-nave­t­­ta gra­tui­to che copre i 2 km di distan­za da per­cor­re­re per arri­va­re all’i­so­la. Negli ulti­mi anni Mont Saint-Michel è sta­to sog­get­to a

Le spiagge del D‑Day

Ci sve­glia­mo in una bel­la gior­na­ta di sole nel par­cheg­gio di fron­te alla Pla­ge du Butin, deser­to. Tra­scor­ria­mo la mat­ti­na visi­tan­do Hon­fleur, deli­zio­sa cit­ta­di­na del Cal­va­dos, situa­ta sul­la foce del­la Sen­na: fac­cia­mo una pas­seg­gia­ta ver­so il carat­te­ri­sti­co por­tic­cio­lo pro­se­guen­do per le stret­te e gra­zio­se viuz­ze del cen­tro sto­ri­co. Notia­mo nume­ro­si ate­lier d’ar­te e loca­li dove gusta­re crê­pes ed altre spe­cia­li­tà. All’in­gres­so del por­to si erge l’ot­to­cen­te­sca Lieu­te­nan­ce, pri­ma sede del­l’am­mi­ni­stra­zio­ne

Normandia

Era­no alme­no tre anni che fan­ta­sti­ca­va­mo sul­la Nor­man­dia come pos­si­bi­le meta di viag­gio. Le infor­ma­zio­ni rac­col­te rela­ti­va­men­te al suo cli­ma, fre­quen­te­men­te uggio­so, ci por­ta­no a sce­glie­re la pri­ma­ve­ra avan­za­ta come momen­to del­l’an­no in cui pro­va­re ad avven­tu­rar­ci fra la Côte d’Al­bâ­tre e le Mont Saint-Michel. Anco­ra una vol­ta, dal momen­to che Ste­fa­no lavo­ra e risie­de a L’A­ia, deci­dia­mo di orga­niz­za­re il bre­ve viag­gio (cin­que gior­ni scar­si) in fur­go­ne, par­ten­do dal­l’O­lan­da.